Nel silenzio della Val di Zoldo, dove il tempo sembra scorrere con un ritmo diverso, la musica di Johann Sebastian Bach trova un ambiente ideale per esprimere tutta la sua intensità.
Il concerto dedicato alle Sonate per viola da gamba e clavicembalo invita il pubblico a immergersi in uno dei capitoli più affascinanti della produzione cameristica del compositore tedesco, in un'esperienza di ascolto intima e coinvolgente che mette al centro il dialogo tra due strumenti capaci di raccontare emozioni con straordinaria profondità.
La viola da gamba è uno degli strumenti simbolo della musica europea tra Rinascimento e Barocco.
Apprezzata per il timbro morbido, caldo e ricco di sfumature, fu protagonista della musica da camera soprattutto nelle corti francesi e tedesche, prima di lasciare gradualmente il posto al violoncello.
Johann Sebastian Bach le dedicò tre Sonate che rappresentano oggi uno dei vertici assoluti del repertorio, opere nelle quali la malinconia, l'eleganza e il virtuosismo convivono in un perfetto equilibrio.
Ciò che rende queste composizioni particolarmente innovative è il ruolo affidato al clavicembalo.
Diversamente da quanto avveniva nella maggior parte della musica del tempo, la tastiera non accompagna semplicemente lo strumento melodico, ma diventa protagonista.
Il clavicembalo dialoga continuamente con la viola da gamba, intrecciando linee melodiche e contrappunti che danno vita a una conversazione musicale ricca di equilibrio, fantasia e intensità espressiva.
Lo stesso manoscritto autografo della Sonata in sol maggiore BWV 1027 reca infatti il titolo Sonata à Clavicembalo e Viola da Gamba, sottolineando l'importanza attribuita da Bach a questo raffinato rapporto sonoro.
Il programma propone l'esecuzione delle tre Sonate BWV 1027, 1028 e 1029, alternate ad alcuni Preludi e Fughe tratti dal primo libro del Clavicembalo ben temperato.
Queste pagine rappresentano una delle più alte espressioni dell'arte contrappuntistica bachiana e permettono di cogliere la straordinaria capacità del compositore di trasformare il rigore della costruzione musicale in una forma di intensa espressività.
Tra i brani in programma spicca il celebre Preludio e Fuga in do diesis minore, monumentale architettura sonora costruita su una fuga a cinque voci che ancora oggi continua a stupire interpreti e ascoltatori.
A dare voce a questo repertorio sono Alex Jellici, violoncellista e gambista specializzato nella musica antica, e Giulio De Nardo, clavicembalista e studioso del repertorio barocco.
Entrambi affiancano all'attività concertistica un costante lavoro di ricerca sulle fonti storiche e sulla prassi esecutiva, offrendo interpretazioni che uniscono rigore filologico e grande sensibilità musicale.
Il loro dialogo permette di riscoprire queste opere nella loro dimensione più autentica, mettendo in luce la straordinaria modernità della scrittura di Bach.
Più che un semplice concerto, questo appuntamento rappresenta un invito ad ascoltare la musica da camera nel modo in cui era stata immaginata dal suo autore: in uno spazio raccolto, dove ogni dettaglio sonoro può essere colto con chiarezza e ogni sfumatura trova il tempo di svilupparsi.
Ingresso libero.