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5 gennaio - 5 aprile 2026 - CortinaConcorso fotografico e video
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Luca De' Manzoni Matteucci accompagnerà gli ospiti alla visita di Palazzo Crotta-De’ Manzoni, una tra le ville venete più settentrionali immersa nella cornice delle Dolomiti Agordine.
Nato dall’evoluzione di un vasto complesso edilizio situato nel cuore di Agordo, il palazzo è il risultato di secoli di ampliamenti e trasformazioni.
La sua peculiarità consiste nel coniugare la solennità di una dimora nobiliare con il carattere di una residenza di campagna: presenta infatti un volto più formale verso la piazza, mentre sul lato del giardino si apre a una dimensione più intima e raccolta. La sua collocazione geografica tra le Alpi ne fa uno dei più significativi punti di penetrazione verso nord della civiltà delle ville venete.
Tale caratteristica fu colta anche da Dino Buzzati, che lo descrisse come «l’ultima onda della Serenissima che si infrange e muore ai piedi delle maestose cattedrali rocciose del Nord».
La valle del Cordevole costituiva infatti un importante corridoio di collegamento verso i territori settentrionali e un luogo di scambi con le regioni un tempo governate dai Principi Vescovi di Bressanone e Trento e, successivamente, dall’Impero Asburgico.
A testimonianza di questo legame, nel 1820 l’Imperatore d’Austria conferì il titolo nobiliare alla famiglia De’ Manzoni in riconoscimento dei servizi e dei sostegni economici prestati durante il periodo bellico.
Le origini del palazzo risalgono all’unione, promossa da Francesco Crotta, delle proprietà delle famiglie Pieroboni, presenti sul luogo fin dal 1365, e Paragatta, che avevano edificato il nucleo centrale della villa nella seconda metà del Cinquecento.
Gli ampliamenti seicenteschi interessarono non solo il nuovo corpo orientale, ma anche la foresteria e il porticato posti a sud.
Al Settecento appartiene invece l’ala di rappresentanza affacciata sulla piazza, completata dal piccolo corpo centrale sormontato da sedici pioppi, tradizionalmente chiamati dai locali i “Mut del Grota”.
Nel 1813 Giuseppe Manzoni acquistò il palazzo da Pietro Crotta, trasformandolo nella residenza estiva della famiglia e in un luogo d’incontro per artisti e personalità dell’epoca, tra cui il pittore Giuseppe Segusini.
A lui si devono gli interventi di riordino dello scalone principale e la realizzazione della cosiddetta Pica, un elegante padiglione-belvedere posto all’estremità del giardino e progettato secondo il gusto del neogotico romantico.
Gli interni conservano opere di notevole pregio, tra cui affreschi di Pietro Paoletti e una preziosa pala d’altare attribuita alla scuola di Girolamo Frigimelica, custodita nella cappella del palazzo.
Evento su prenotazione, scrivendo una e-mail a visite@tizianovecellio.it.
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