Carlo e Davide, artigiani del ferro battuto a Sottoguda, raccontano un mestiere che nasce dal rapporto profondo con le Dolomiti Bellunesi: dall’osservazione della natura, dalla conoscenza dei materiali e dalla volontà di portare avanti una tradizione artigiana che appartiene alla storia e all’identità del territorio.
Nelle Dolomiti Bellunesi, le tradizioni non sono soltanto memoria. Sono gesti, luoghi e saperi che continuano a vivere grazie a chi sceglie di custodirli e interpretarli ogni giorno. Il ferro battuto diventa così materia viva: si scalda, si modella, prende forma attraverso movimenti precisi e antichi, trasformando ciò che la natura suggerisce in creazioni capaci di raccontare la montagna.
A Sottoguda, borgo delle Dolomiti Bellunesi legato alla tradizione del ferro battuto, ogni dettaglio può diventare ispirazione: il profilo delle montagne, il movimento degli animali, il silenzio dell’alta quota, la forza della roccia, le forme leggere e potenti della natura. Creare significa osservare, immaginare e dare continuità a un sapere che passa attraverso le mani, ma nasce prima di tutto dallo sguardo.
Portare avanti una tradizione artigiana significa molto più che conservare un mestiere: significa riconoscere il valore di ciò che identifica un territorio, proteggerne la memoria e renderla ancora viva nel presente. È un equilibrio tra radici e creazione, tra tecnica e immaginazione, tra ciò che è stato tramandato e ciò che può ancora prendere forma.
Nelle Dolomiti Bellunesi, chi lavora con le mani custodisce un modo autentico di leggere la montagna: non solo come paesaggio da osservare, ma come fonte di ispirazione, appartenenza e identità.