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& con un saluto di Domenico De Maio
Education and Culture Director, Fondazione Milano Cortina 2026
Quella volta che, a Cortina 1956, il pubblico lanciò arance sul ghiaccio dello Stadio per protestare contro il voto troppo basso attribuito a una coppia di pattinatori tedeschi, e Robert Paul che anni dopo confessa: “per poterci esibire alle Olimpiadi dovemmo aspettare che ripulissero la pista dalle arance”. La piscina di Tokyo ‘64 disegnata da Kenzo Tange che il tuffatore sudtirolese Klaus Dibiasi giovanissimo, da Bolzano, si ferma a guardare con gli altri atleti, naso all’insù, per venti minuti.
Ma anche l’impegno per i diritti civili di Donna De Varona, la maschera di hockey di Florence Schelling, felice di battere i fratelli maschi, le acrobazie di Tenley Albright, lo slittino di Armin Zoeggeler, le ali dell’aquila che il nativo americano Billy Mills vede mentre vince l’oro, ricordando il suo papà, Pita Taufatofua, portabandiera di Tonga da Rio a Pyeongchang, e Picabo Street che dopo una discesa in pista guarda l’obiettivo e dice: “ama ciò che fai. Il successo sarà inevitabile”.
Sono solo alcune delle tantissime storie raccontate in “Words of Olympians”, la serie unica realizzata dal Museo Olimpico e da Una Montagna di Libri per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026, che raccoglie le voci degli olimpionici di ieri e di oggi. Con gli ideatori della serie vi raccontiamo alcune di queste storie, alla ricerca dello spirito dei Giochi, col fiato sospeso per tanta bellezza, audacia, passione.
Perché, come ci ha detto Niccolò Campriani, “abbiamo una sola vita, e se la viviamo nella paura non ci sarà una seconda occasione”.
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Anna Volz Got lavora alla Olympic Foundation for Culture and Heritage dal 2010. Sviluppa progetti internazionali legati ai Giochi Olimpici. Ha ricoperto diversi ruoli all’interno del Museo Olimpico. È responsabile delle attività culturali nei territori dei Giochi Olimpici. Presente a ogni edizione dei Giochi da Londra 2012, ha condotto oltre 400 interviste video ad atleti e atlete per la collezione “Words of Olympians”
Patricia Reymond has been working since 2001 for the Olympic Museum in Lausanne as the collections manager and registrar. With her team, she takes care of the artefact collection and oversees the loans to other institutions. She is part of the team responsible for collecting artifacts during the Olympic Games
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