Venti parole per raccontare la Russia: senza la pretesa di arrivare a capirla del tutto, ma con l’intenzione di superare stereotipi e leggende, non arrendersi di fronte alla sua arcana “anima”, penetrare nelle strategie della propaganda putiniana, scoprire come la retorica e le narrazioni abbiano, ancora una volta, prevalso sulla Storia e sulla realtà.
Tutto attraverso l’analisi di 20 concetti culturali che dall’antichità, attraverso il filtro dell’esperienza sovietica, sono arrivati fino ai giorni nostri. Spesso mistificati, risemantizzati, selezionati per riscrivere più volte la storia dal punto di vista del regime in carica. “Idea russa”, “ecumenismo”, “stabilità”, “patriottismo monumentale”, fino a batjuška, il “caro padre-padrone” che molti leader hanno preso come modello e che molti cittadini-sudditi paiono ancora gradire e vagheggiare.
Un modo per sottrarre la Russia al monopolio della propria immagine e non condannarla a un ennesimo luogo comune. Gian Piero Piretto
giovedì ore 19 Dallo spazio sconfinato alla nostalgia per il passato, un’insalata russa linguistica che racconta un paese di cui si parla tanto ma si capisce poco. Vodka forse no, ma brindisi assicurati.