Ci sono diversi modi per raccontarsi la storia di famiglia, quella che ti ha visto e ti ha fatto crescere. Per immagini, se fate parte della generazione abituata a tempi in cui le fotografie si stampavano, e magari si incollavano in album con copertine fantasiose. Ascoltando i ricordi di chi la famiglia l’ha vissuta prima e durante, sapendo che non c’è niente di meno veriterio della memoria. Ma poi, le foto, sono più sincere? Ancora: valgono solo i legami di sangue per definire una familiarità? Quando, sempre, le domande sono molte più delle risposte, tanto vale mettersi in viaggio alla ricerca di tracce, ipotesi, rivelazioni, pronti a lasciarsi sorprendere dalle svolte, le salite e i precipizi. E a scoprire che il punto di arrivo è molto lontano da dove lo avevamo immaginato.
Domenica ore 9.30 prima colazione. Caffè, tè, tutte le cose buone che servono a cominciare bene la giornata: biscotti con farine bio cotti in forno a legna, yogurt e formaggi locali, marmellate di frutta del giardino, e quello che il risveglio e la stagione ispirano (per esempio, la chiffon).
Ore 12.30 pranzo leggero, saluti e brindisi. In mezzo, chiacchiere, domande, belle idee. A volontà.