Spesso l’etimologia aiuta: eclettico, dice il vocabolario, è un composto del greco “ek”, fuori, e “legein”, scegliere. L’eclettico, insomma, non si accontenta di una sola possibilità ma sceglie tra più opzioni, che tutte lo incuriosiscono e che tutte riesce a orchestrare senza stonature.
È, per esempio, scrittore, conduttore radiofonico, curatore di eventi editoriali. C’è naturalmente il famoso filo rosso che unisce questi percorsi, solo in apparenza diversi: la passione di illuminare gli angoli meno frequentati, di non accontentarsi della risposte più ovvie, di lasciarsi sempre sorprendere dalla conoscenza.
Il segreto è dosare con cura i diversi ingredienti, come in un cocktail ben riuscito. Agitato, non mescolato, fate voi.
Sabato ore 9.30 prima colazione. Caffè, tè, tutte le cose buone che servono a cominciare bene la giornata: biscotti con farine bio cotti in forno a legna, yogurt e formaggi locali, marmellate di frutta del giardino, e quello che il risveglio e la stagione ispirano (per esempio, la chiffon).
Ore 12.30 pranzo leggero, saluti e brindisi. In mezzo, chiacchiere, domande, belle idee. A volontà.